Quando abbiamo deciso di cambiare vita
- Anime on Trip

- 17 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 26 ott 2025
Vivere in camper, significava per noi avere una casa ovunque decidessimo di andare.
Non è stata una scelta facile, soprattutto perché negli ultimi anni vivevamo in Spagna, a Barcellona. E, tutto sommato, non stavamo poi così male.
Avevamo un buon lavoro, part-time, ma guadagnavamo ben più di un full-time in Italia.
Tre giorni liberi a settimana sembravano tanti, ma sentivamo comunque il tempo che ci scivolava addosso. La vita era frenetica e dentro di noi cresceva il bisogno di rallentare.
Non volevamo più chiudere la porta di casa per otto ore e lasciare i nostri pelosi soli, con quegli occhi tristi che ci guardavano andare via. Ogni volta era un colpo al cuore.
Molti direbbero: “Ma è la normalità, cosa ci puoi fare?”
E invece noi non volevamo più accettare quella normalità.
Volevamo riscrivere una vita su misura per noi, adatta per la nostra famiglia a quattro zampe, ai i nostri ritmi e alla nostra felicità.
La testa continuava a macinare pensieri, a sognare di ricominciare. Non avevamo un piano preciso, solo il desiderio di rientrare per un pò in Italia e di riabbracciare le nostre famiglie che da troppo tempo non vivevamo davvero.
Abbiamo lasciato il lavoro con un mare di punti interrogativi.
“Chissà, forse torneremo.”
Spoiler: non siamo più tornati indietro.
Ci siamo imbarcati da Barcellona verso Genova, poi via terra fino a Torino per riabbracciare le nostre famiglie.
Dovete sapere che noi ci siamo conosciuti in Spagna, ma per uno strano caso della vita, i paesi in cui vivono parte delle nostre famiglie distano solo quaranta minuti l'uno dall'altro.
I primi tempi li abbiamo dedicati al rallentare.
A goderci le nostre famiglie, a vivere finalmente un Natale a casa, cosa che non succedeva da anni. Ed è stato bellissimo.
Ma il tempo passava, e sentivamo che era il momento di scegliere una direzione. Restare in Italia non faceva per noi, e Federica non era così convinta di voler tornare a Barcellona.
Così ha rispolverato un sogno che custodiva nel cassetto da anni: vivere in camper.
E Mattia, un po’ dubbioso ma pronto a fidarsi, ha deciso di seguirla in questa “follia”.
Così è iniziato un nuovo capitolo della nostra vita.
Un capitolo fatto di strade, libertà e una casa che si muove con noi.
Avevamo poco budget a disposizione, ma una voglia immensa di renderlo reale.
Così è iniziata la nostra ricerca del camper.
Pensavamo fosse facile… ma non lo è stato affatto.
Quando ti imbatti in qualcosa di nuovo, l’entusiasmo è tanto, ma presto si mescola con la realtà.
Abbiamo girato tutta la Liguria e il Piemonte, tra privati e rivenditori specializzati. Alcuni camper erano perfetti ma fuori budget, altri avevano prezzi accessibili ma troppi problemi alle spalle.
Abbiamo scoperto quanto fosse difficile trovare un camper d’epoca con buone prestazioni, pochi chilometri, niente infiltrazioni e una meccanica affidabile. In breve, abbiamo capito che non si compra solo un mezzo: si sceglie una vita.
Ci siamo scoraggiati tante volte, e abbiamo anche rischiato piccole truffe, ma abbiamo imparato, passo dopo passo, a capire cosa cercare davvero.
Un giorno siamo andati a vedere un camper che, esteticamente, sembrava bellissimo. Peccato che il proprietario fosse… un tipo piuttosto strano.
“Magari oggi ve lo vendo a seimila euro, domani cambio idea e voglio settemila. Chi lo sa!”, ci disse ridendo.
Dentro era il caos: sporco, con odori tremendi, ciotole piene di mosche e mangime per galline ovunque.
Non so con che coraggio abbiamo aperto la porta del bagno. Siamo praticamente scappati via.
Dopo quell’esperienza, abbiamo capito i limiti che avevamo e deciso di farci accompagnare da un vicino di casa, camperista ed ex meccanico: la combinazione perfetta, una vera salvezza.
Perché sì, tutti ti dicono che “il camper è perfetto”, ma serve un occhio esperto per capire la verità.
E poi, un giorno, quando ormai stavamo quasi per arrenderci, è comparso l’annuncio giusto.
Federica ha sentito subito una bella sensazione. Quel camper le piaceva da morire. Ha scritto subito al proprietario e, quella stessa sera, siamo andati a vederlo.
È stato amore a prima vista.
Non riuscivamo a smettere di sorridere. L'abbiamo bloccato e pochi giorni dopo, quel vecchio Clarc del 1987 è diventato ufficialmente la nostra casa su ruote.
Oggi, ogni volta che saliamo sul nostro camper, sentiamo di essere esattamente dove dobbiamo essere.
Non abbiamo una casa fissa, ma qualcosa di più prezioso: la libertà di scegliere ogni giorno dove sentirci a casa.
Forse non è la vita per tutti, ma per noi è una vita che profuma di verità, di vento, di cielo e di strada.
E da lì, e cominciato tutto
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